TRADIZIONE

(sezione in aggiornamento)

Olbia è una città che affonda le sue origini nella società agro-pastorale.

I suoi piatti tipici ricordano i cibi poveri delle famiglie dei pescatori e dei pastori della zona.

Questo è il caso delle cozze crude, delle fritture di anemoni dette “ortiadas” e della burrida, un gattuccio lessato condito con fegatini di pesce per le famiglie di pescatori. La zuppa gallurese, il capretto al mirto e la mazza frissa, erano invece i cibi delle famiglie dei contadini e dei pastori.

L’abito tradizionale olbiese viene ancora indossato dal gruppo folk cittadino che, orgogliosamente, lo sfoggia durante feste e sagre cittadine. Il gruppo Folk è famoso per la danza tradizionale olbiese detta “Lo Scottis”. Si tratta di un ballo originario dell’Inghilterra o della Germania, molto simile alla polka. Diversamente dagli altri tipi di ballo sardo, nei quali il contatto fisico tra uomo e donna avviene solo attraverso il braccio, nello Scottis i ballerini si trovano uno di fronte all’altra, abbracciandosi.

L’anno scorso il gruppo ha festeggiato i suoi 40 anni di attività.  In passato la tradizione del costume cittadino era stata persa, fu grazie al contributo dell’artista Lino Pes che, nel 1978, dopo anni di ricerca, riuscì a recuperare le trame, i tessuti e i colori dell’abito tradizionale, riportando la vecchia tradizione cittadina alla luce. Alle finali internazionali del Dance World Cup tenutesi nell’isola inglese di Jersey, il gruppo Folk Olbiese ha ottenuto la medaglia d’oro per categoria folclore.